Tuesday, April 16, 2019

Intervistato dalla poetessa Paola Mara De Maestri riguardo il mio ultimo libro, VOICES FROM THE MEDITERRANEAN AND BEYOND:

http://www.tellusfolio.it/index.php?prec=index.php&cmd=v&id=22548

Monday, March 25, 2019

UN NOCE FA PRIMAVERA di Paola Mara De Maestri, 2019


Un noce fa primavera è la sesta raccolta di poesie di Paola Mara De Maestri, poetessa valtellinese. Raccoglie insieme 39 poesie divise in cinque sezioni - Le stagioni del cuore, Paesaggi, Ritratti, Ricordi ed Emozione - in un libro di una settantina di pagine. Dando una prima occhiata ai titoli di queste cinque sezioni ho subito capito quello che De Maestri fa lungo questo suo percorso: parte dal suo legame stretto con la natura, in particolare la montagna (parola che ricorre 8 volte); passa al suo amore per il viaggiare e vivere spazi diversi; segue l’idea delle poesie come fotoricordo di quelle persone che ama e che hanno lasciato un segno; nella quarta sezione c’è ancora la memoria (ricorre 5 volte), uno spazio dentro il quale il passato è ancora vivo, dove vive  la non-indifferenza e regge forte il ponte tra passato e presente; nella parte finale si vede la poetessa come creatura di emozioni varie, emozioni che non si lasciano scappare ma che si scrivono grazie alla carta e alla penna. Queste le mie primissime impressioni.

Le stagioni del cuore:

Nelle undici poesie della parte iniziale De Maestri ci porta su un viaggio mano in mano con il tempo, i mesi e le stagioni (estate, Settembre, autunno, novembre, Natale, Pasqua, e primavera). Domina la stagione dell’autunno, una stagione che porta con sé silenzio (parola che ricorre 11 volte) anche perché ricorda la data del trapasso della figura paterna (il 22 settembre). Ne L’autunno nell’orto il ricordo del padre inumidisce gli occhi della poetessa in vece di figlia. La natura è intesa come padre più che come madre (parola che ricorre insiema alla parola “mamma” 9 volte), e l’immagine della rosa che resiste malgrado l’autunno è anche il ricordo del padre che resiste malgrado la morte. Questo ricordo, come le radici di un albero, “affonda” nella profondità della terra-passato-memoria. Nella memoria-terra c’è l’incanto, la magia, anche perché nel ricordo vivono ancora quelli che sono passati nell’al di là. Nel ricordo i “giardini [sono] sempre in fiore” (Radici), ma c’è anche l’azzurro degli occhi del padre “che facevano sempre estate.” (A papà) Nel ricordo c’è anche il domani. Il cuore (ricorre 21 volte) è inteso come bussola, l’amore (ricorre 8 volte) come energia, vita, malgrado l’autunno e la morte. ‘Amor mors vincit’, ma è anche il ricordo (inteso come luce, una parola che ricorre 6 volte) che vince la morte, intesa come “deserti”, “gelo” e “sepolcri.” (1 ͦnovembre) Sono tutti ricordi vissuti dalla poetessa come “le mie perle nel cuore.” (Natale tra le montagne)

In questa prima parte ricorre spesso il dialogo-monologo tra figlia e padre. Nell’elegiaco c’è sempre l’estate tramite il ricordo, malgrado “l’inesorabile sfiorire del tempo.” (A papà) L’albero di noce è un lascito del padre alla figlia (Un noce fa primavera) come lo è il “primo albero.” (Radici) Il lettore di questa raccolta non si scorda mai che anche se muore l’essere umano come presenza corporea, il ricordo della persona rimane come se fosse primavera eterna. Tuttavia regna anche questo contrasto: da una parte la ciclicità del mondo naturale, dall’altra la dura realtà che l’essere umano quando muore non ritorna, una volta che “tocca la terra... più non germoglia.” (Stupore di primavera) De Maestri è perciò la poetessa che nei silenzi della montagna ascolta “le tante voci/ del ricordo”, liberando tante emozioni. (Fiore nostalgico) La poetessa è una creatura sensibile, alla ricerca di “sagome” e “impronte”, cioè di quelli che non ci sono più. È Pasqua che chiude la prima parte è una poesia-preghiera, versi di fede e di amore. Il Cristo crocefisso funge da speranza per chi non ha voce e ha perso sogni e fiducia.

Paesaggi:

In queste cinque poesie presenti nella seconda parte si avverte la poetessa pittrice, figlia della Valtellina, con un filo direttamente legato alla terra. È un paesaggio incantato nel quale chi scrive si avvicina al cielo e perciò vive l’eterno. È un mondo naturale colorato e primordiale, senza la presenza dell’uomo. Se esiste una presenza è quella eterea, uno sguardo sospeso e onnipresente. (Temporale sul fiume)

De Maestri è creatura della montagna, ma è approdata persino al mare, altro paesaggio che fa parte della sua natura o carattere estivo, ma anche del suo amore per il viaggiare. Vicino al mare-onda la poetessa respira “l’immenso”, ricordo dei versi ungarettiani “M’illumino d’immenso.” I movimenti di elementi macrocosmici (il mare) si riflettono in movimenti (“sotterranei moti”) e pensieri intimi, interiori, segreti e che abitano la mente e il cuore. (Notte maltese)

Ritratti:

Questa è una parte che lega insieme nove composizioni dedicate a persone di famiglia e conoscenti, una parte nella quale si estende il ponte tra vivi e quelli che non ci sono più e nella quale domina un tono positivo. Qui si legge di una De Maestri sorella (A Giovanni), madre (A te), figlia (Alla madre, Per la mamma, La mamma), e abitante della Valtellina (Il boscaiolo, A Don Giovanni, Ricordo Anna), perciò di una poetessa con la famiglia al centro.  In 2 ottobre si legge di una “scia” che ognuno di noi lascia dietro e che si riflette poi nei ricordi di quelli che abbiamo amato o con i quali abbiamo vissuto. Alla madre è una genealogia delle madri, almeno di tre generazioni, e narra una storia di fatica nell’assenza di mariti che partono per la guerra. In Per la mamma la poetessa indirizza la madre e scrive del “[s]uo giardino”, figurativamente inteso come l’intera esperienza di madre come conosciuta dalla figlia. In questo giardino-esperienza c’è “il fiore del sorriso”, il modo come la figlia vuole ricordare la madre per sempre. Nelle parole della stessa poetessa, “Il giardino è un ambiente vissuto. Le persone che facevano parte del mio vissuto. E piano piano se ne sono andate.” (corrispondenza internet) In La mamma, questa figura materna viene associata a elementi che stanno molto a cuore alla poetessa: “sole” (ricorre 5 volte), “onda”, e “montagna”.

Tra i personaggi che si legano allo spazio di Valtellina c’è Il boscaiolo, versi dedicati a chi ha lasciato la terra natia per poi ritornarci e pronunciare parole bellissime: “E la terra mia or mi par più bella,/ non c’è al mondo egual stella.” De Maestri ricorda anche in A Don Giovanni, quello che per tanti anni fu il parroco di Fusine, nelle sue parole “persona di straordinaria cultura ed un affermato pittore.” (corrispondenza internet) È un personaggio “ombra/ che nel paese/ è impronta”, “silenzio/ che ancora parla” e “fiamma che sempre arde/ nella nostra storia.” Ricordo Anna è il ritratto “di una piccola donna/ dal grande chignon.” Sono tutti personaggi caratterizzati da un “sorriso gentile” e che “intona[no] le dolci note/ della vita”, note che continuano a echeggiare nel cuore della poetessa e anche del lettore abitante degli stessi spazi di montagna. Solo nei “silenzi” si sentono le voci di tali persone che non ci sono più.

Ricordi:

La tematica del ricordo, presente in tutto il libro (parola che ricorre 24 volte, più le parole “scordato” e “rammento”), è più forte in questa sezione. Il contatto rimane tra vivi e morti, non più tramite gli occhi (usata 14 volte nella raccolta) e lo sguardo (ricorre 9 volte) ma attraverso il ricordo che di nuovo dà alla poetessa-figlia serenità. È il ricordo che riempie il vuoto che lascia dietro la morte (Nel ricordo); è l’amore che alimenta il ricordo. (L’amore è ricordo) In quest’ultima poesia gli occhi, come in tante altre, sono importanti come punto di comunicazione tra figlia e padre, la morte del quale ha portato stasi (“nel mio giardino/ tutto è immobile/ fermo a quel settembre”) nella vita della figlia. I ricordi colmano il “silenzio” e riappacificano la poetessa-figlia con il mondo. (In viaggio)In questa quarta sezione colpisce la poesia Senza nome che è contro la dimenticanza che fa ritornare alla guerra (“La fiaccola/ della memoria/ non corre abbastanza/ veloce nella nostra storia” e perciò “l’uomo [...] si arrende ad un mortificante/ destino.”), e a favore dell’elemento umano tra gli uomini di buona volontà (“Alza gli occhi/ raccogli la fiaccola/ continua la staffetta/ e chiamati UOMO.”)

Emozioni:

In quest’ultima parte composta da 7 poesie De Maestri rende quasi tangibili emozioni diverse come la felicità (intesa come “aquilone”, “stella”, “fiore”), la gioia (come “freccia scoccata”), il dolore (come “gigante multiforme”), la speranza (come “finestra aperta”, “fiammifero ancora da accendere” e “libro senza l’ultima pagina”), anche la poesia (come “donna”, “ballerina” e “vascello”). Ricorda qui il concetto del correlativo oggettivo spiegato da T. S. Eliot nel suo saggio The sacred wood (1920) come “una serie di oggetti, una situazione, una catena di eventi” con la funzione di richiamare una “emozione particolare”. Nella loro maggioranza sono emozioni che si legano al paesaggio naturale, in particolare quello della montagna. Questo per ricordarci che l’essere umano felice è soprattutto quello che vive in contatto alle sue origini, cioè la natura.

Alcuni elementi di stile:

Quelle che leggiamo in Un noce fa primavera sono generalmente poesie concise, semplici, dirette, ma profonde e bellissime nella loro compattezza. Sono la catena che lega ancora figlia al padre malgrado la morte-assenza fisica. Molte delle composizioni sono fatte da pochi versi ma colmi di significati e di emozioni vari. Questa concisione delle composizioni fa pensare a lampi di pensieri, di ispirazione, mutati in poesie, perciò resi eterni. ‘Verba volant, scripta manent.’ Il linguaggio metaforico è chiaro, bello,  e lirico come leggiamo in 1 ͦnovembre  (“le fitte maglie del tempo”, il “cammino della mente”, “ le impronte del cuore”, “la lanterna del ricordo”). Questi sono linguaggi e immagini che possono apprezzare tutti.

Nella raccolta presente, una poesia porta alla seguente come se fossero una catena vivente, linfa che scorre dalle radici, al tronco, ai rami, alle foglie. Profumi e suoni, ricordi e silenzi, s’intonano con il mondo naturale. Spiccano le elegie, ma anche un forte senso di speranza. Perciò parole come “ombra”, “eclissi”, e “fari spenti” vengono contrastate da altre come “occhi”, “luce”, “sorrisi”, e “stelle”. Il meccanismo della gradazione è forte nella poesia La felicità: una poesia grumo di parole, versi e rime tramite i quali la poetessa riesce a descrivere quello che è elusivo (“La felicità è un istante/ che non sai d’aver vissuto.”) Regna soprattutto nei versi di De Maestri un senso di sereno o serenità. Sono versi che si leggono a voce bassa ma che echeggiano forte nei cuori dei lettori.

Conclusione:

De Maestri non è solo madre biologica che ha generato un figlio di carne e ossa frutto del suo grembo, ma è anche poetessa, perciò madre che genera tanti figli che nascono direttamente dalla mente e dal cuore. Sono poesie questi figli che “A piene mani/ liber[ano] emozioni/ e sparg[ono] germogli d’infinito” (una parola che ricorda con forza Leopardi). Parole come “ricordo” (nel ricordo “la magia d un tempo mai finito”, in E l’estate), “cuore”, “amore”, “speranza”, “luce”, e tante altre, ricorrono spesso nella raccolta Un noce fa primavera anche perché insieme costituiscono la poetica di De Maestri. Come detto prima, questi di Paola Mara De Maestri sono poesia che rimbombano nei punti più interiori del lettore, lasciando una loro scia che dura nel tempo. De Maestri è Arianna che con il suo “gomitolo” - che è anche amore - lega vita e morte, il qua all’aldilà, il tangibile all’intangibile, ma anche sillaba alla seguente, parola che si fa verso, verso che si fa strofa per diventare un’intera poesia, per trovare alla fine l’uscita dal labirinto che porta fuori dal mondo dei silenzi e delle ombre. (Per me la poesia) Chiudo con le parole di De Maestri stessa, “Bisogna veramente tornare alla poesia, educare alle emozioni.” (corrispondenza internet)


Friday, December 21, 2018

Monday, December 17, 2018



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PER ME LA POESIA...

La poesia è quella presenza
gentile, eterea che incontro nei sogni
una volta ogni tanto...

È la brezza che mi accarezza
quando guardo l’orizzonte
dalle scogliere in solitudine...

È il tocco delle labbra
dell’amata sulle mie...
La tenerezza negli occhi
dei miei figli,
angeli custodi dell’anima.

Per me la poesia
è un sorriso leggero
una presenza costante
mai distante...
è sempre lì nascosta...
basta rallentare, respirare,
e tutto diventa magia, poesia!

Patrick Sammut

Saturday, December 01, 2018

Online quarterly literary magazine - IL-PONT Diċembru 2018

Ippubblikata l-ħarġa ta' Diċembru 2018 tar-rivista letterarja virtwali IL-PONT.

Ħajr lil dawk kollha li kkontribwixxew bil-materjal varjat u anki lil dawk li jgħinu biex IL-PONT iwessa' n-numru tal-qarrejja tiegħu.

Minn hawn nibgħat l-awgurju tiegħi lil ALFRED MASSA, President Onorarju tal-Għaqda Poeti Maltin, f'jum għeluq sninu.

December 2018 issue of online literary magazine IL-PONT is out.

Thanks for all those who contributed and help in increasing IL-PONT readership.

A Happy Birthday to Alfred Massa, Honorary President of Maltese Poets Association.

https://issuu.com/patrickj.sammut/docs/il-pont_dicembru_2018?fbclid=IwAR1cR2igrOIysfaXsITtSIuWrU2H6BGlQNhHjzs2fVM3eMjWDSVG1WyyxR0

Monday, November 05, 2018

AĦMED. L-ILSIR LI JSIR EROJ: Patrick Sammut jintervista lil George A. Said-Zammit


1.      Aħmed. L-Ilsir li Jsir Eroj huwa l-iktar rumanz reċenti tiegħek. Meta u minn fejn twieled?
L-Istorja ta’ pajjiżna hi wisq għal qalbi! Wara l-pubblikazzjoni ta’ żewġ rumanzi oħra (Is-Saltna li Jmiss u Emilia), ħassejt li l-perjodu tal-Kavallieri wkoll għandu x’joffri bħala bażi għan-nisġa ta’ rumanzi storiċi. Din id-darba għażilt storja bbażata fuq episodju li forsi ftit li xejn hu magħruf magħna l-Maltin: il-Konfoffa tal-Ilsiera, ġrajja li seħħet fi żmien il-Gran Mastru Pinto fl-1749. Kont ili ngħarbel kif ġrajja ftit li xejn magħrufa tista’ sservi bħala sfond b’saħħtu għal ġrajja fittizja iżda interessanti. Wara li komplejt nirriċerka dan il-perjodu partikolari, u b’mod espliċitu dan l-episodju, ħassejt li għandi l-ingredjenti kollha meħtieġa biex ninseġ il-ġrajja tar-rumanz. U b’hekk nista’ ngħid li twieled ir-rumanz Aħmed – L-Ilsir li Jsir Eroj. Ġaladarba r-riċerka inkun għamiltha kif suppost, dan jgħinni biex il-ġrajja rakkuntata tinkiteb mingħajr skossi żejda. Dan ir-rumanz bdejt niktbu fl-2017 u temmejt niktbu din is-sena stess (2018).
 2.      Semmi tnejn jew tliet temi li tittratta f’dan ix-xogħol narrattiv ġdid tiegħek.
Ir-rumanz fih diversi temi kuntrastanti. Pereżempju, insibu li Aħmed minn kmandant ta’ xini Ottoman – x’aktarx wieħed mill-iktar imriekeb importanti tal-Imperu Ottoman fis-seklu tmintax – kien spiċċa lsir taħt idejn il-Kavallieri. Naraw hawnhekk is-sens ta’ rabja, ta’ frustrazzjoni u ta’ vendetta li fl-ewwel parti tar-rumanz Aħmed kellu kontra l-Kavallieri. U lil dan, miskin, ma nagħtuhx tort! Kellu karriera navali twila warajh, kellu bosta titli u unuri li ngħata mis-Sultan Ottoman innifsu u kellu wkoll futur quddiemu għax kien għadu żagħżugħ. Imma naraw tul ir-rumanz kif ir-rabja tinbidel għal sens ta’ paċi fil-qalb u l-frustrazzjoni bil-mod tinbidel f’opportunitajiet ġodda fil-ħajja ta’ Aħmed. Minħabba f’hekk il-vendetta ma tibqax tirrenja f’moħħ u qalb dan l-ilsir. Anzi, bil-kuntrarju, naraw kif bil-mod il-mod Aħmed jispiċċa biex isir eroj ta’ Malta u ħabib tal-Kavallieri. B’mod ironiku, min kien qabdu bħala lsir u biddilu ħajtu ta’ taħt fuq, spiċċa sar l-ikbar alleat tiegħu.
 Tema oħra li tispikka fir-rumanz hija dik tal-imħabba, mibnija fuq il-fiduċja, ir-rieda tajba u l-onestà. Aħmed mhux biss isir iħobb tfajla u jiżżewwiġha, imma l-istess sid l-ilsir, is-Sur Cesare, kien sar iħobb lil Aħmed daqslikieku kien ibnu stess. Il-fiduċja li Cesare ta lil Ahmed kienet x’aktarx ingredjent kruċjali għaliex dan warrab minn qalbu s-sens ta’ vendetta u ddeċieda li jagħmel l-aħjar li jista’ minn ħajtu fiċ-ċirkustanzi l-ġodda li sab ruħu fihom meta spiċċa lsir hawn Malta.
 Temi oħra li nsibu fir-rumanz huma dawk tal-ġustizzja soċjali, il-klassi soċjali, l-importanza tar-reliġjon fis-soċjetà Maltija tas-seklu tmintax, kif ukoll id-determinazzjoni u l-qlubija.
 3.      Dan mhux l-ewwel xogħol narrattiv ippubblikat tiegħek. Kif ivarja Aħmed. L-Ilsir li Jsir Eroj minn kotba oħra li diġà ppubblikajt?
Personalment inħoss li dan ir-rumanz mhux biss huwa itwal minn Emilia u Is-Saltna li Jmiss, iżda huwa wkoll aktar matur. Dan huwa t-tielet r-rumanz li qed nippubblika. Nemmen li hemm aktar maturità fil-ħsieb, fil-lingwaġġ u l-espressjoni, kif ukoll fil-mod kif tiżvolġi n-narattiva.
 Ivarja wkoll għaliex bħala sfond jintuża perjodu differenti. Filwaqt li l-ġrajja ta’ Is-Saltna li Jmiss isseħħ fl-aħħar parti tal-perjodu Aragoniż u fl-ewwel perjodu tal-Kavallieri f’Malta, u l-istorja ta’ Emilia sseħħ fi żmien it-Tieni Gwerra Dinjija, il-ġrajja ta’ Aħmed isseħħ f’perjodu u kuntest storiku differenti, kif semmejt aktar ’il fuq.
 Irrid ngħid ukoll li l-ġrajja ta’ Aħmed hija differenti minn tat-tnejn l-oħra għaliex għalkemm għandek ġrajja ta’ mħabba, l-eżitu ta’ kull ġrajja hija differenti kompletament.
 4.      Għal min huma mmirati r-rumanzi/xogħlijiet tiegħek? X’tip ta’ feedback ikollok mill-qarrejja?
Ir-rumanzi tiegħi huma mmirati għal kull min iħobb jaqra bil-Malti, l-ilsien sabiħ tagħna. Inħoss li l-Malti li nuża la huwa sempliċi żżejjed u lanqas hu akkademiku. Għaldaqstant, nemmen li r-rumanzi tiegħi jistgħu jinqraw mit-tfal, miż-żgħażagħ, kif ukoll mill-adulti, minkejja l-livell ta’ edukazzjoni tagħhom. Il-feedback li jkolli huwa ġeneralment wieħed pożittiv, tant illi ż-żewġ rumanzi li ppubblikajt qabel intagħżlu biex jinqraw anke fuq ir-radju, xi ħaġa li jiena tant apprezzajt. Ħaġa oħra li jgħiduli hija kemm ikunu riċerkati r-rumanzi tiegħi. Irrid nagħmilha ċara, iżda, li r-rumanzi tiegħi mhumiex kotba tal-Istorja. Għalkemm dejjem nuża sfond storiku, il-ġrajja li nirrakkonta hija msejsa fuq ġrajjiet u personaġġi storiċi mħallta ma’ oħrajn fittizji.  Kieku kelli nuża biss ġrajjiet u personaġġi storiċi nkun qed nillimita ruħi ħafna fin-nisġa ta’ narattiva interessanti u dinamika.
 5.      Kif jintrabtu flimkien l-istudji tiegħek fl-Arkeoloġija u fl-Istorja, ix-xogħol tiegħek u l-kitba fittizzja?
Naħseb li din hija taħlita ta’ diversi elementi. Irrid ngħid li l-istudji tiegħi f’universitajiet differenti kienu dejjem fl-Arkeoloġija u l-Istorja. Iżda rrid ngħid ukoll li meta dħalt l-Università ta’ Malta fl-1987 jien kont bdejt nistudja l-Malti, lingwa li tant inħobb. Ir-rumanz, b’mod partikolari, huwa ġeneru ta’ letteratura li huwa għal qalbi wisq. Dejjem emmint li l-istudji fl-Arkeoloġija u l-Istorja setgħu jservu bħala bażi tajba biex permezz tagħhom inkun nista’ nesperimenta bil-lingwa Maltija, u b’mod partikolari fil-letteratura Maltija. Tant hu minnu li fit-tliet rumanzi li ppubblikajt diġà nagħmel diversi referenzi indiretti għar-riċerka dottorali tiegħi, pereżempju meta niddeskrivi d-djar, is-soċjetà Maltija f’epoki differenti, il-klassi soċjali, l-ekonomija, eċċ. Irrid intenni wkoll li, għalkemm aktar tard (fl-1988) jien kont ħallejt l-istudji tiegħi fil-Malti biex minflok nispeċjalizza fl-Arkeoloġija u l-Klassiċi, bqajt dejjem ngħożż il-Malti u l-letteratura Maltija.
 6.      Messaġġ qasir tiegħek lill-ġenerazzjoni żagħżugħa rigward il-qari, il-ktieb u l-letteratura?
Il-messaġġ tiegħi liż-żgħażagħ – anke bħala edukatur għal kważi 30 sena, huwa wieħed: komplu għożżu l-qari, minkejja l-lingwa, minkejja t-tul u minkejja s-suġġett. Il-qari huwa importanti għaliex mhux biss huwa passatemp u jgħinek tistrieħ u tirrilassa, imma huwa wkoll għodda importanti li permezz tagħha titgħallem ħafna affarijiet ġodda. Jgħinek ukoll tikteb u tesprimi ruħek aħjar. Il-qari jservi wkoll ta’ arrikkiment fil-lessiku li nużaw fil-kitba, barra li jgħin fil-grammatika ta’ lingwa partikolari. Hija skuża li wieħed jgħid li m’għandux ħin jaqra. Fil-verità kieku kellna nikkontrollaw ftit aktar l-użu tal-midja soċjali, żgur nsibu iktar ħin biex naqraw. 
Inħeġġeġ ukoll liż-żgħażagħ biex mhux biss ikomplu jaqraw, imma wkoll biex jiktbu u jesperimentaw ruħhom bil-kitbiet innovattivi tagħhom.

Friday, November 02, 2018

KULĦADD BARRA FAJŻA: PATRICK SAMMUT JINTERVISTA LIL JOHN P. PORTELLI


    Kulħadd barra Fajża hu l-ewwel rumanz tiegħek wara li inti ppubblikajt numru ta’ ġabriet ta’ poeżija. Meta u minn fejn twieled dan ix-xogħol narrattiv?

Veru li dan hu l-ewwel rumanz tieghi. Imma mhux l-ewwel attentat tal-proża għax f’Marzu li għadda ħriġt ġabra ta’ 55 novelli qosra, Inkontri ta’ Kuljum. Imma li tikteb rumanz huwa differenti ħafna milli tikteb stejjer qosra. It-tnejn għandhom il-valur tagħhom, imma rumanz jitlob konċentrazzjoni fit-tul. Dan ir-rumanz twieled mix-xogħol akkademiku riċenti tiegħi. Jiena bħala professur fl-Università ta’ Toronto ngħallem unit ta’ 36 siegħa dwar in-narrattiva tal-emigrazzjoni u l-eżilju. U f’dan il-unit niffoka fuq ir-rumanzi ta’ Tahar Ben Jelloun u Laila Lalami, żewġ kittieba Maghrebini, stupendi u rebbieħa ta’ diversi unuri. Twieled ukoll mill-konvinzjoni li wasalt għaliha meta għalaqt is-60 sena 4 snin ilu, jiġifieri l-konvinzjoni li l-letteratura toffri aktar spazju miftuħ għal diskussjoni intellettwali u wiesgħa mill-kitba akkademika li fil-ġeneru tagħha ippublikajt 11-il ktieb! Jekk qed nikkritika, qed nikkritika lili nniffsi.

        Semmi tnejn jew tliet temi għal qalbek f’dan l-ewwel rumanz tiegħek. Kif jintrabtu dawn ma’ jew ivarjaw minn dak li diġà ktibt fil-versi tiegħek?

Tema ewlenija hija l-esperjenza varjata tal-emigrant għax l-istorja tiffoka fuq il-ħajja ta’ żewġ familji emigranti Maltin fil-Kanada. Sintendi, familji maħluqa minni. It-tema tal-emigrazzjoni tidher qawwija ħafna fil-kitba tal-poeżiji. Tema oħra hija li qatt ma nistgħu nkunu certi mija fil-mija x’jiġri fil-ħajja tal-bnedmin.  Ta’ barra mhux dejjem jirrefletti kollox. U aħna dejjem noħolqu r-realtaijiet ta’ dak li naħsbu li ġara. U din hi tema qawwija ħafna fl-istejjer qosra. It-tielet tema hija l-element eżistenzjali li nsibu wkoll fil-kitba kollha tiegħi.

       Għal min hu mmirat l-aktar xogħol bħal dan? X’tip ta’ lingwa/stil użajt u liema huma l-ispazji li fihom ambjentajt l-azzjoni tal-istorja tiegħek?

Ir-rumanz hu miktub b’Malti mexxej. Jiena nemmen li l-letteratura għandha tkun miftuħa għal kulħadd. Il-biċċa l-kbira tar-rumanz huwa ambjentat f’Toronto, imma hemm avvenimenti li jiġru Malta wkoll. Hemm ukoll diversi riflessjonijiet mill-karattri dwar ġrajjiet storiċi riċenti f’Malta.

        Issa li dħalt ukoll fil-kitba tal-proża, x’differenza tħoss bejn meta wieħed jiġi biex jikteb rumanz jew novelli, u meta jikteb il-poeżija? F’liema kamp iħossok l-iktar komdu? Għaliex?

Qed nibda nħossni komdu fiż-żewġ ġeneri. Imma l-poeżija ma nsejthiex. Fil-fatt qed naħdem fuq ġabra oħra ppjanata għall-2019. Kif għidt qabel, ir-rumanzi jitolbu konċentrazzjoni differenti minn dik tal-poeżiji.  Imma t-tnejn li huma jitolbu ħafna u ħafna paċenzja u tirqim u tqaċċit, u diskussjoni miegħek inniffsek u ma’ oħrajn.

        Kemm tħoss li r-rumanzier/poeta għandu jinvolvi ruħu fil-qasam politiku-soċjali permezz tax-xogħlijiet letterarji tiegħu?

Nemmen bis-sħih li r-rumanzier u l-poeta għandu jinvolvi element politiku-soċjali għax wara kollox dan hu aspett integrali fil-ħajja ta’ kuljum. U xinhi l-letteratura mingħajr il-ħajja? Mhux qed ngħid li l-kittieba għandhom ikunu xi profeti. Imma l-analiżi, il-ħsieb u l-emozzjonijiet tagħhom għandhom ikunu parti integrali mid-diskussjoni demokratika.  Nemmen ukoll li ħadd mhu newtrali u lanqas qatt nistgħu nkunu newtrali. Nippruvaw inkunu ġusti iva; newtrali le. U din hi raġuni oħra favur it-tlaqqigħ tal-letteratura mal-element politiku-soċjali.

        Messaġġ qasir tiegħek lill-ġenerazzjoni żagħżugħa rigward il-qari, il-ktieb u l-letteratura?

Taqtghu qalbkom qatt. Illum għandkom ħafna letteratura varjata minn fejn tagħżlu. Ibdew b’dik li tolqotkom u togħġobkom, imma bil-paċenzja varjaw ukoll. Huwa kruċjali li l-qari li ndaħħlu fl-iskejjel ikun qari li jgħaqqad mal-ħajja tal-istudenti u jkunu varjati, inkella se nibqgħu ngerrxuhom mil-letteratura kif ilna nagħmlu għal ħafna snin!